In rami dell’economia come quello cosmetico, sanitario, alimentare e industriale, tutelare sé stessi da contaminazioni sia biologiche che chimiche appare imprescindibile: dovrebbe anche essere una priorità assoluta per qualsiasi azienda.
In questi contesti, l’adozione di dispositivi come calzari monouso e guanti usa e getta diventa essenziale per garantire una tutela in più nella quotidianità agli operatori. Parliamo infatti di strumenti piuttosto semplici, seppur essenziali per implementare gli standard di igiene e rispetto delle normative inerenti alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Scopriamo insieme qualcosa di più.
Calzature monouso: caratteristiche e ambiti di applicazione
Le calzature monouso sono altresì note come calzari monouso o semplicemente copriscarpe. Si tratta di particolari coperture usa e getta, conseguite in materiali resistenti e impermeabili come TNT e polietilene.
Il meccanismo che sta alla base è facilmente intuibile: questo tipo di soluzioni vanno infatti indossate sopra le scarpe portate dalla persona, avendo cura che la suola non si trovi a contatto diretto con superfici, pavimenti e macchinari.
Quali sono gli ambiti in cui il loro utilizzo risulta maggiormente richiesto? Si tratta di quello ospedaliero, cosmetico, alimentare e laboratoristico; tutti i settori in cui occorre garantire il più possibile l’assenza di contaminanti esterni.
Sotto questo punto di vista i calzari monouso assolvono una duplice funzione: proteggere gli spazi dai suddetti contaminanti e dalla sporcizia proveniente dall’esterno; evitare che eventuali residui presenti possano diventare veicolo di diffusione della contaminazione attraverso le scarpe indossate dalla persona.
Non solo. L’impiego delle calzature monouso può essere una misura da contemplare anche negli ambienti domestici dove vi sono delle persone che denotano una condizione di particolare sensibilità o altri elementi particolari di criticità.
I modelli di ultima generazione sono inoltre particolarmente comodi e persino gradevoli da indossare. Oltre a essere certificati, risultano provvisti di standard antiscivolo, in diversi colori e talvolta persino rinforzati.
Guanti monouso: cosa c’è da sapere
Se i copriscarpe agiscono sugli arti inferiori e in particolare sui piedi, i guanti monouso, invece, rappresentano dei Dispositivi di Protezione Individuale che fungono da barriera tra la pelle delle mani e l’ambiente circostante, evitando che l’epidermide venga a contatto diretto con sostanze chimiche ed elementi biologici potenzialmente contaminanti.
In molti contesti i guanti usa e getta sono obbligatori per legge, rivelandosi dei veri e propri DPI. Tendono a presentare delle caratteristiche differenti a seconda del materiale con cui sono realizzati. Ecco una panoramica delle versioni principali:
- guanti monouso in lattice: una gamma di prodotti aderenti ed elastici che presenta un’eccellente sensibilità dal punto di vista tattile, un tratto che li rende ideali per i contesti ospedalieri e più in generale sanitari;
- guanti monouso in nitrile: una soluzione resistente e ipoallergenica, perfetta per quelle persone che manifestano una sensibilità al lattice nonché nelle mansioni dove sussiste un rischio chimico elevato;
- guanti monouso in vinile: più economici dei precedenti, si dimostrano una misura preferenziale in quei contesti come il settore alimentare ed estetico in cui il rischio di contaminazione appare più contenuto.
La scelta del modello giusto influisce sia sulla performance del guanto monouso e sulla sua efficacia, sia nell’ottica di prevenire possibili irritazioni, sprechi e rotture. Specifichiamo che il fatto di indossarli non sostituisce un lavaggio accurato delle mani, quanto piuttosto si integra con tale operazione.
